ENYA  - Dizionario enyatico - T
 

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Táin Bó Cualgne, Taliesin, Taurus, Tiree, Tolkien, Tripoli, Tuatha De Danann.
Táin Bó Cualgne: (Cú Chulainn)
"La razzia del bestiame di Cooley". Nel "Ciclo dell'Ulster" è una lunga narrazione incentrata sulle figure dell'eroe Cú Chulainn e della dea regina Medb che sconvolse l'Irlanda per entrare in possesso di un mitico toro. Le quattro province d'Irlanda, Connaught, Leinster, Munster e Meath si unirono contro l'Ulster, difeso da Cú Chulainn.
 
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Uno dei cinque rinomati poeti fra i gallesi alla fine del VI secolo, secondo la "Historia Brittonum" attribuita a Nennio  (796 a.C.). "Il libro di Taliesin", la copia più antica esistente del suo lavoro (scritto circa 700 anni dopo il suo tempo), contiene una varietà di poemi, alcuni con temi religiosi, alcuni arcani versi religiosi, che appartengono alle tradizioni mitologiche celtiche e che sono molto difficili da decifrare e, e alcuni che si riferiscono a note figure storiche.
 
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Taurus: (Aldebaran)
Il Toro. In astronomia, la costellazione zodiacale che si trova fra l' ariete ed i gemelli. La stella più luminosa della costellazione, "Aldebaran" (Alfa Tauri), è la prima in quanto a magnitudo.
In astrologia, il Toro è il secondo segno dello zodiaco, considerato come governatore di quella parte dell'anno che va dal 20 aprile al 20 maggio circa. La rappresentazione del toro è collegata con il mito greco di "Zeus", che assunse la forma di un toro per rapire "Europa" (figlia di "Agenore", re dei "Fenici", avo di "Didone").
 
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Tiree: (Orinoco Flow)
Isola, appartenente al Regno Unito, del gruppo delle "Ebridi". Anche "Tyree".  
 
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Tolkien:

Biografia tratta da www.lordoftherings.it
 
John Ronald Reuel Tolkien (1892-1973) si è laureato in lingua inglese, specializzato in antico e medio inglese. Due volte professore di Anglosassone (antico inglese) all’Università di Oxford ha anche scritto numerosi racconti tra cui i celeberrimi “Lo Hobbit” (1937) e “Il Signore degli Anelli” (1954-1955), ambientati in una versione mitica del mondo che chiamò “Terra di Mezzo”.
Popolata da Uomini, Elfi, Nani, Orchetti e ovviamente Hobbit. Pur se regolarmente condannato dall’establishment della letteratura inglese, con alcune onorevoli eccezioni, è stato amato da letteralmente milioni di persone nel mondo.
Nel 1997 il suo libro è stato eletto il miglior libro del XX secolo da ben tre sondaggi effettuati in Inghilterra da fonti autorevoli. Quella che segue è una breve biografia.
 
Il nome Tolkien si pensa sia di origini germaniche, da Toll-kuhn:temerario.
Il ramo paterno della famiglia sembra che sia emigrato dalla Sassonia per sfuggire all’invasione prussiana nel XVIII sec. ma nel tempo divenne completamente anglicizzato. Certamente suo padre, Arthur Reuel Tolkien, si considerava assolutamente inglese. Alla fine del Arthur 1890 fu nominato responsabile della filiale della Bank of Africa di Bloemfontaine, capitale del Libero Stato dell’Orange. Là fu raggiunto dalla promessa sposa, Mabel Suffield, la cui famiglia era delle West Midlans da tempo immemorabile. Il 16 Aprile 1891 si sposarono.
Così John Ronald Reuel (Ronald per la famiglia e gli amici) nacque a Bloemfontein Sud Africa, il 3 Gennaio del 1892. A quatto anni, per motivi di salute, fu costretto a tornare in Inghilterra con la madre e il fratellino Hilary. Della sua vita in Africa gli rimasero ricordi radi ma vividi, che segnarono la sua successiva produzione letteraria. Pochi mesi dopo il loro trasferimento in Inghilterra, il padre di J.R.R. morì.
L’infanzia di Tolkien trascorse nelle West Midlans, tra la caotica conurbazione industriale di Birmingham e il Worcestershire, la quintessenza dello stereotipo rurale inglese.
In questi anni frequenta la King Edward’s School.
Successivamente la famiglia si spostò a King’s Heath, in una casa che dava sulla ferrovia. Le destinazioni esotiche scritte sulle carrozze merci di alcuni dei treni che vedeva passare scatenarono l’immaginazione linguistica del giovane Ronald.
In seguito la famiglia si trasferì nel più confortevole sobborgo di Birmingham, Edgbaston. Nel frattempo successe qualcosa di profondamente significativo, che estraniò Mabel e i suoi figli da tutti e due i rami della famiglia: nel 1900, con la sorella May, venne accolta nella Chiesa cattolica. Ronald e Hilary rimasero fedeli alla religione cattolica per tutta la vita. 
Il sacerdote che visitava regolarmente la famiglia, curando anche l’istruzione dei figli, era l’ispano-gallese padre Francis Morgan.
La famiglia di Tolkien viveva sull’orlo dell’indigenza perché, in seguito alla scelta del cattolicesimo, le famiglie Suffield e Tolkien avevano cessato ogni aiuto economico. La situazione peggiorò nel 1904, quando a Mabel Tolkien fu diagnosticato il diabete, malattia a quel tempo incurabile. Morì il 15 ottobre lasciando i suoi figli orfani. Padre Francis, delegato tutore da Mabel, si prese cura dei due sia dal punto di vista materiale sia da quello spirituale.
 
Ronald cominciò a mostrare una capacità linguistica notevole: eccelleva in Latino e Greco e divenne più che competente in diverse altre lingue, sia moderne che antiche, tra cui il Gotico e l’antico finnico. Lavorò assiduamente anche alla costruzione di un linguaggio inventato da lui. Alla King Edward’s si fece molti amici: in particolare Christopher Wiseman, R. Q. Gilson e G. B. Smith; negli ultimi anni a scuola si incontravano regolarmente prima nella biblioteca fondando il Tea Club, poi nella sala da the dei Magazzini Barrow, dando vita alla Barrovian Society (il T.C.B.S.) e continuarono una fitta corrispondenza, di scambi e critiche sui loro lavori letterari fino al 1916.
Nella vita di Ronald stava per succedere qualcosa di inatteso: nella casa dove alloggiava viveva una ragazza di nome Edith Bratt. Ronald aveva 16 anni e lei 19, erano entrambi orfani, naturalmente cominciò un’amicizia, che si approfondì fino a trasformarsi in un giovanile ma sincero amore. Padre Francis se ne rese conto, ed impedì a Ronald di vedere o di scrivere a Edith per tre anni, finché non avesse compiuto i 21 anni. Ronald obbedì a questa ingiunzione per rispetto all’uomo che era stato come un padre per lui. Andò quindi all’Exeter College a Oxford nel 1911, dove rimase, immergendosi nello studio dei classici, dell’antico inglese e delle lingue germaniche (specialmente il Gotico), del Gallese e del Norvegese, fino al 1913, quando riprese la relazione con Edith, non senza difficoltà dovute ai tre anni di lontananza.
Agli esami ottenne con disappunto una Second Class (un voto ottimo ma non di eccellenza) in Honour Moderations (la strada per la laurea in Lettere a Oxford), ma con una menzione di eccellenza in Filologia. A causa di questo risultato cambiò il suo piano di studi dai classici al più congeniale “Lingua e letteratura Inglese”. Uno dei poemi che scoprì nel corso dei suoi studi sull’antico inglese fu il Cristo di Cynewulf: due righe lo colpirono in particolar modo: Eálá Earendel engla beorhtast Ofer middangeard monnum sended Ave Earendel il più splendente degli angeli, mandato agli uomini sulla terra di mezzo 
(“Middangeard” era l’antica espressione per il mondo di tutti i giorni tra il paradiso e l’inferno.) « Provai un curioso fremito», scrisse molto tempo dopo, «come se qualcosa in me si fosse mosso, risvegliato per metà dal sonno. Avrei trovato qualcosa di molto remoto, strano e bello oltre quelle parole se fossi stato capace di coglierlo molto più del semplice inglese antico». Questo lo ispirò fin dall’inizio e fece nascere in lui il desiderio di realizzare un mondo di antica bellezza.
Nell’estate del 1913 trovò lavoro come tutore e accompagnò due ragazzi messicani a Dinard in Francia; un lavoro che finì in tragedia non per errore di Ronald. L’intera vicenda non fece che accrescere la sua avversione per la Francia e i francesi.
Intanto la relazione con Edith si faceva sempre più stretta. Lei si convertì al cattolicesimo e, costretta ad abbandonare la casa dove abitava a Cheltenhamm per divergenze religiose, andò ad abitare Waerwick, che con i suoi castelli spettacolari circondata da una splendida campagna fece una grande impressione a Ronald. Ma nell’agosto del 1914 scoppiò la Prima Guerra Mondiale.
 
Diversamente da molti dei suoi contemporanei, Tolkien non corse immediatamente ad arruolarsi allo scoppio della guerra, ma ritornò ad Oxford, dove lavorò duro e finalmente ottenne la First Class nel giugno del 1915. In questo periodo stava anche lavorando a vari tentativi poetici, e sui suoi linguaggi inventati, specialmente su uno che cominciò a chiamare Qenya, che era pesantemente influenzato dal finnico. Ronald sentiva ancora la difficoltà di tenere le briglie della sua vivida ma disparata immaginazione. Infine Tolkien si arruolò come sottotenente nei Fucilieri di Lancashire mentre lavorava all’idea di Earendel il marinaio, che diventava una stella, e ai suoi viaggi. Per diversi mesi Tolkien fu tenuto noiosamente in sospeso in Inghilterra, soprattutto nello Staffordshire. Infine quando fu certo che avrebbe dovuto presto imbarcarsi per la Francia, lui ed Edith si sposarono a Warwick il 22 marzo 1916.
Fu mandato operativo sul fronte occidentale, giusto in tempo per l’offensiva della Somme. Dopo quattro mesi dentro e fuori dalle trincee, cadde sotto i colpi della “febbre di trincea”, una forma di infezione simile al tifo comune in cattive condizioni sanitarie, e all’inizio di novembre fu mandato indietro in Inghilterra, dove trascorse il mese successivo in ospedale a Birmingham. A Natale si era ripreso a sufficienza per andare a stare con Edith a Great Haywood nello Staffodshire.
Rob Gilson e G.B. Smith, i suoi amici più cari del T.C.B.S., vennero uccisi in azione.
G.B. Smith poco prima di morire aveva scritto a Tolkien: «La mia principale consolazione è che se finirò nei guai questa notte- sarò fuori tra pochi minuti-, ci sarà sempre un membro del grande T.C.B.S. che racconterà che cosa sognavo e su cosa eravamo tutti d’accordo (...) Possa Dio proteggerti e benedirti mio caro John Ronald e possa tu raccontare le cose che ho cercato di dire, anche dopo che io non sarò più qui per raccontarle, se questo sarà il mio destino. Tuo per sempre G.B.S.”. Queste parole erano un chiaro invito per Ronald a mettere mano a quella grande impresa che stava da tempo meditando dentro di sé: si apprestava a creare un’intera mitologia per l’Inghilterra. Questo corso più sistematico della sua immaginazione confluì nel libro “Book of Lost Tales” (non pubblicato durante la sua vita), in cui la maggior parte delle più importanti storie del “Silmarillion” appaiono nella loro prima forma: storie di elfi e di gnomi, con i loro linguaggi Qenya e Goldogrin. Qui si trova la prima versione delle guerre contro Morgoth, l’ascesa e la caduta di Gondolin e di Nargothrond, e le storie di Tùrin, di Beren e Lùthein.
Tra il 1917 e il 1918 la sua malattia ebbe frequenti ricadute, ma un periodo di salute gli diede la possibilità di effettuare alcuni servizi nelle varie caserme sufficientemente bene da essere promosso tenente. Durante la sua permanenza a Hull, nei giorni di permesso, lui ed Edith facevano lunghe passeggiate in campagna. In seguito Ronald ricorderà quei momenti con lei: «I suoi capelli erano corvini, la pelle chiara, gli occhi luminosi, e cantava e danzava.» A quei magici istanti si ispira la -storia poi inserita nel “Silmarillion”- di Beren, un uomo mortale il quale si innamora della donna elfo Lùthien Timùviell dopo averla vista danzare in un bosco. 
Il loro primo figlio, John Francis Reuel (più tardi padre John Tolkien) nacque il 16 Novembre 1917.
Quando fu firmato l’armistizio l’11 novembre 1918, Tolkien viene messo fuori dai ranghi per ottenere un impiego accademico, e quando ci fu la smobilitazione venne assunto come assistente lessicografico per il New English Dictionary, allora in preparazione. Mentre svolgeva il difficile lavoro filologico richiestogli, diede anche la prima lettura pubblica dei suoi “Racconti Perduti”: lesse “The fall of Gondolin” all’Exeter College Essay Club, dove fu accolto bene da un uditorio che includeva Neville Coghill e Hugo Dyson, due futuri “Inklings”. Comunque Tolkien non continuò a fare questo lavoro a lungo.
 
Nell’estate del 1920 fece richiesta per diventare professore associato di Lingua Inglese all’Università di Leeds, e con sua sorpresa fu assunto.
A Leeds mentre insegnava collaborò con E. V. Gordon alla famosa edizione di “Sir Gawain and the Green Knight”, e continuò a scrivere e rifinire il libro dei “Racconti Perduti” e il suo Elvish, un linguaggio inventato. Inoltre lui e Gordon fondarono un “Viking Club” tra gli studenti, nel cui segno si riunivano a bere grandi quantità di birra, a leggere saghe norvegesi e a cantare canzonette da loro inventate. Fu per questo club che lui e Gordon scrissero i versi raccolti anni dopo col titolo di “Songs for the Philologists”, un misto di canti tradizionali e versi originali tradotti in antico inglese, antico norvegese e gotico per accompagare motivi tradizionali inglesi. 
Ledds vide anche la nascita di altri due figli: Michael Hilary Reuel nell’ottobre del 1920, e Cristopher Reuel nel 1924. Quando a Oxford nel 1925 la cattedra di Rawlison e Bosworth di anglosassone rimase vacante, Tolkien riuscì ad ottenere il posto.
In un certo senso, tornare a Oxford come professore fu per Tolkien come tornare a casa. Di temperamento affabile, si trovava estremamente bene nel mondo a maggioranza maschile dell’insegnamento e della ricerca con il costante scambio di idee e pubblicazioni occasionali. La lista delle sue pubblicazioni accademiche fu molto breve.
Comunque, le sue rade pubblicazioni scolastiche erano spesso estremamente influenzanti, soprattutto la sua lettura “Beowulf, the Monsters and the Critichs”. I suoi commenti apparentemente non curanti hanno qualche volta aiutato a cambiare la comprensione di un particolare campo, come ad esempio il suo saggio su “Inglese e Gallese”, con la sua spiegazione del termine “Gallese” e i suoi riferimenti alla fonetica (questi pezzi sono riuniti in “The Monster and the Critics and Other Essays”, che viene ancora ristampato). La sua vita accademica fu per altro priva di nota. Nel 1945 cambiò la sua cattedra con quella di Lingua e Letteratura Inglese al Merton College, che mantenne fino al suo ritiro nel 1959. Disinteressato alla carriera - era sopratutto un docente - giocò un importante ma non fondamentale ruolo nella vita politica e amministrativa dell’Università.
La sua vita familiare procedeva ugualmente senza problemi. Edith diede alla luce la loro ultima figlia (unica femmina), Priscilla, nel 1929. Tolkien prese l’abitudine di scrivere ai suoi figli delle lettere annuali fingendosi Babbo Natale, e una selezione di questi fu pubblicata nel nel 1976 col titolo “The Father Christmas Letters”. Raccontò loro anche molte storie della buonanotte, la maggior parte delle quali è stata dimenticata. Diventati adulti i figli presero strade diverse: John entrò in seminario, Michael e Christopher si arruolarono entrambi nella Royal Air Force. Successivamente Michael divenne insegnante e Christopher lettore universitario, e Priscilla divenne assistente sociale. Vissero quasi tutta la vita nei sobborghi di Headington a nord di Oxford.
Anche la vita sociale di Tolkien fu praticamente irrilevante. Divenne presto uno dei membri fondatori di un gruppo di amici di Oxford, (non tutti universitari), con interessi simili, conosciuti come “The Inklings”. L’origine del nome era puramente faceta, aveva a che fare con la scrittura, e suonava quasi Anglosassone. Altri importanti membri erano i su menzionati Messrs Coghill e Dyson, così come Owen Barfield, Charles Williams, e soprattutto C.S. Lewis, che si riavvicinò al cristianesimo in parte per responsabilità di Tolkien. Gli Inklings si incontravano regolarmente per discutere, bere, e spesso per dare lettura delle cose a cui stavano lavorando.
 
Nel frattempo Tolkien continuò a sviluppare la sua mitologia e i suoi linguaggi. Fu quindi durante gli anni ‘20 e ‘30 che l’immaginazione di Tolkien si mise a correre lungo due binari paralleli. Da un lato c’erano le storie scritte per divertire i suoi bambini. Dall’altro c’erano i temi più vasti sempre associabili alle leggende. Qualcosa mancava; qualcosa che doveva legare strettamente insieme i due binari della sua fantasia e introdurre una storia che fosse contemporaneamente eroica e mitica, e allo stesso tempo toccasse l’immaginazione popolare. Ma all’improvviso il tassello mancante arrivò a completare il quadro. Fu in un giorno d’estate: stava seduto davanti alla finestra dello studio di Northmoor Road correggendo faticosamente gli elaborati dello School Certificate. Anni più tardi ricorderà: «uno dei candidati aveva lasciato una delle pagine del compito bianche, la cosa migliore che possa capitare a un esaminatore. Io ci scrissi sopra: “In una caverna sotto terra viveva un Hobbit”. I nomi spesso facevano scaturire dalla mia mente una storia. Alla fine pensai che fosse meglio scoprire a che cosa somigliassero gli Hobbit. E questo non fu che l’inizio». Secondo il costume tipicamente tolkeniano, decise che bisognava scoprire cosa fosse un Hobbit, non appunto inventarlo, ma scoprirlo, come se si trattasse di studiare antichi documenti. Da questa ricerca venne fuori una storia che lui raccontò ai suoi figli più giovani, ma che non terminò. Nel 1936 un dattiloscritto incompleto finì nelle mani di Susan Dagnall, un’impiegata della casa editrice Allen and Unwin (fusasi nel 1990 con la HarperCollins).
Lei chiese a Tolkien di finirlo, e presentò la storia completa a Stanley Unwin, il direttore della casa editrice. Egli lo fece leggere per prova a suo figlio di dieci anni, ritenendo che il miglior giudice di un libro per bambini fosse proprio un bambino. Rayner scrisse una breve recensione positiva; il ragazzo guadagnò uno scellino e il libro venne pubblicato come “The Hobbit” nel 1937. Ottenne immediatamente un buon successo, ed è entrato per sempre nelle liste di libri per bambini. Ebbe un così grande successo che Stanley Unwin chiese a Tolkien se avesse altro materiale simile pronto per la pubblicazione.
 
In questo periodo Tolkien cominciò a rendere più organico il suo Legendarium in cui credeva, e come noterà più tardi, tracce di questo lavoro si sono fatte strada nello Hobbit. Cominciò a chiamare adesso l’intero resoconto “Qenta Silmarillion”, o più brevemente “Silmarillion”. Presentò alcune delle sue storie “complete” ad Unwin, che le mandò ai suoi recensori. Le reazioni furono contrastanti: non venivano apprezzate le parti di poesia mentre affascinavano quelle in prosa (il materiale era la storia di Beren e Luthien) ma la decisione finale fu che non se ne poteva fare una pubblicazione commerciale. Unwin riferì questo con tatto a Tolkien , ma gli chiese nuovamente se volesse scrivere la continuazione dello Hobbit. Tolkien accolse con disappunto la notizia dell’apparente fallimento del “Silmarillion”, ma raccolse la sfida di scrivere il “nuovo Hobbit”.
Questo presto si sviluppò in qualcosa di più che una storia per bambini. Basti dire che Rayner Unwin diventato adulto fu profondamente coinvolto nelle ultime fasi di lavorazione di quest’opera, occupandosi magnificamente di un autore ritardatario e umorale che in un primo momento, offrì l’intero lavoro a un concorrente (che si ritirò appena si rese evidente la mole e la natura dell’opera). Fu grazie all’intercessione di Rayner Unwin, a cui siamo grati, che il libro fu pubblicato interamente. La casa editrice di suo padre che rischiava la probabile perdita di 1000 sterline lo pubblicò, sotto il titolo “The Lord Of the Rings” in tre parti tra il 1954 e il 1955, dando i diritti per gli Stati Uniti a Hougton Mifflin. Si avvicinava il giorno di uscita del primo volume erano tracorsi sedici anni dal giorno in cui Tolkien aveva cominciato a scriverlo. «Temo il momento della pubblicazione», confessò all’amico Padre Robert Murray, «perché mi sarà impossibile non dare peso a quello che dicono. Ho rivelato il mio cuore perché lo prendessero a fucilate». 
Divenne presto evidente che sia l’autore che l’editore avevano sottostimato notevolmente il fascino che questo lavoro ebbe sul pubblico.
“The Lord of the Rings” divenne presto famoso. Ricevette critiche contrastanti di lettori estasiati (W.H. Auden, C.S. Lewis) e di giudici feroci (E. Wilson, E. Muir, P. Toynbee). La BBC ne fece un adattamento radiofonico drasticamente condensato in 12 episodi. Nel 1956 la radio era ancora il mezzo di comunicazione predominante in Gran Bretagna. Così lontano dal perdere denaro le vendite superarono di così tanto le aspettative da far pentire Tolkien di non essere andato subito in pensione.
Il bello venne dopo quando “The Lord Of The Rings” venne stampato in un’edizione economica pirata nel 1965. In primo luogo ciò pose il libro nella categoria degli acquisti economici e quindi di più facile accesso, in secondo luogo, la pubblicità generata dalla disputa sui diritti d’autore fece conoscere a milioni di lettori americani l’esistenza di qualcosa che esulava dalle loro solite letture, ma che sembrava parlare della loro condizione. Nel 1968 “The Lord Of The Rings” divenne la bibbia della “società alternativa”.
Questi sviluppi produssero sentimenti contrastanti nell’autore. Da un lato, ne fu estremamente lusingato, divenendo discretamente ricco. Dall’altro, poté solo deplorare l’idea che fosse un “gran trip” leggere “The Lord of The Rings” e ingerire insieme LSD. Arthur C.Clarke e Stanley Kubrik ebbero un problema simile con “2001 Odissea nello Spazio”. I fans stavano causando sempre più problemi; sia quelli che che si recavano alla sua casa sia quelli che telefonavano dalla California alle 3 del mattino, per chiedere se Frodo avrebbe avuto successo o meno nella sua missione ed altre facezie simili. Per questa ragione cambiò indirizzo, il suo numero di telefono fu tolto dall’elenco, e si spostò con Edith a Bournemouth, un centro turistico carino ma privo d’ispirazione, noto per il gran numero di residenti benestanti di una certa età.
Nel frattempo il culto, non solo di Tolkien, ma della letteratura fantasy ritornò in voga.
 
Nel 1959 Tolkien andò in pensione. Dopo il suo ritiro nel 1969 Ronald e Edith si spostarono a Bournemouth. Il 22 Novembre 1971 Edith morì, e Ronald ritornò presto ad Oxford, nelle stanze offertegli dal Merton College. Morì il 2 settembre del 1973. Lui ed Edith sono sepolti insieme nella stessa tomba nell’area cattolica del cimitero di Wolvercote nei sobborghi a nord di Oxford (La tomba è ben segnalata all’ingresso). Sulla lapide si legge:  Edith Mary Tolkien, Lùthien, 1889-1971 John Ronald Reuel Tolkien, Beren, 1892-1973. Poche settimane dopo la morte, in una cerimonia commemorativa tenuta in California da alcuni ammiratori americani, fu letto il breve racconto “Leaf by Niggle”. Forse anche lui non l’avrebbe considerato inappropriato:
«Davanti a lui stava L’Albero, il suo Albero, bell’e finito. Se lo si poteva dire un Albero, quello era vivo, con le foglie che si aprivano, i rami che crescevano e si piegavano nel vento che Niggle aveva così spesso sentito e immaginato, e che tanto spesso non era riuscito a rendere. Guardò l’Albero, e lentamente alzò le braccia e le allargò. “E’ un dono!”, esclamò».
 
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Tripoli: (Orinoco Flow)
"Tripoli orientale", città e porto, Libano nord-occidentale. Si trova sulla costa del Mediterraneo a 65 Km a nord-nordest di Beirut. 
 
"Tripoli occidentale, città capitale della Libia. Situata in Libia nord-occidentale lungo la costa del Mediterraneo, è la più grande città della nazione e il principale porto marittimo.
 
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Tuatha De Danann: (Fairytale)

E' la stirpe di dèi, i "Figli della Dea Dana", che giunsero in Irlanda dopo i Fomori e prima dei Milesi. Sono perciò i penultimi invasori dell'isola. Essi sono Lug, "Abile in molte tecniche", che riveste tutte le funzioni; Dagda, il dio-druida, signore della scienza e degli elementi; Ogme, dio della guerra, della magia, della scrittura e dell'eloquenza, è il "dio che lega". Nuada, incarnazione della legalità, Goibniu, dio fabbro; Credne, dio dell'arte del bronzo, Luchta, carpentiere, Diancecht, dio della medicina, con i suoi tre figli, Airmed, Miach e Oirmiach; Oengus Mac Oc, il "Giovane Figlio", figlio del Dagda. Esiste una sola divinità femminile nel pantheon celtico, che è madre, moglie, sorella e sposa di tutti gli dèi. A seconda delle sue funzioni e dei suoi rapporti con gli dèi ella assume di volta in volta vari aspetti e nomi; è Brigit, figlia del Dagda, dea della poesia, della medicina e dell'arte dei fabbri; Etain, personificazione dell'Irlanda e madre degli dèi; Boand, sposa di Elcmar e amante del Dagda, a cui partorisce Oengus. Ma anche tutte le altre divinità femminili sono riconducibili a un'antica figura, della quale costituiscono le diverse manifestazioni.