Táin
Bó Cualgne,
Taliesin,
Taurus,
Tiree,
Tolkien,
Tripoli,
Tuatha
De Danann.
- "La
razzia del bestiame di Cooley". Nel "Ciclo
dell'Ulster" è una lunga narrazione incentrata
sulle figure dell'eroe Cú Chulainn
e della dea regina Medb che sconvolse l'Irlanda per
entrare in possesso di un mitico toro. Le quattro
province d'Irlanda, Connaught, Leinster, Munster e
Meath si unirono contro l'Ulster, difeso da Cú
Chulainn.
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- Uno
dei cinque rinomati poeti fra i gallesi alla fine
del VI secolo, secondo la "Historia Brittonum"
attribuita a Nennio (796 a.C.). "Il libro di
Taliesin", la copia più antica esistente del
suo lavoro (scritto circa 700 anni dopo il suo tempo), contiene una varietà di
poemi, alcuni con temi religiosi, alcuni arcani versi religiosi, che appartengono alle tradizioni
mitologiche celtiche e che sono molto difficili da decifrare e,
e alcuni che si riferiscono a note figure storiche.
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- Il
Toro. In astronomia, la costellazione zodiacale che si
trova fra l' ariete ed i gemelli. La stella più luminosa della costellazione,
"Aldebaran" (Alfa Tauri), è la prima in
quanto a magnitudo.
- In astrologia, il
Toro è il secondo segno dello zodiaco, considerato come
governatore di quella parte dell'anno che va dal 20 aprile
al 20 maggio circa. La rappresentazione del toro è collegata con il mito greco di
"Zeus", che assunse la forma di un toro per rapire
"Europa" (figlia di "Agenore",
re dei "Fenici", avo di "Didone").
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- Isola,
appartenente al Regno Unito, del gruppo delle
"Ebridi". Anche "Tyree".
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Tolkien:
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- John Ronald Reuel Tolkien
(1892-1973) si è laureato in lingua inglese, specializzato in antico e
medio inglese. Due volte professore di Anglosassone (antico inglese)
all’Università di Oxford ha anche scritto numerosi racconti tra cui i
celeberrimi “Lo Hobbit” (1937) e “Il Signore degli Anelli”
(1954-1955), ambientati in una versione mitica del mondo che chiamò
“Terra di Mezzo”.
Popolata da Uomini, Elfi, Nani, Orchetti e ovviamente Hobbit. Pur se
regolarmente condannato dall’establishment della letteratura inglese,
con alcune onorevoli eccezioni, è stato amato da letteralmente milioni di
persone nel mondo.
Nel 1997 il suo libro è stato eletto il miglior libro del XX secolo da
ben tre sondaggi effettuati in Inghilterra da fonti autorevoli. Quella che
segue è una breve biografia.
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- Il nome Tolkien si pensa
sia di origini germaniche, da Toll-kuhn:temerario.
Il ramo paterno della famiglia sembra che sia emigrato dalla Sassonia per
sfuggire all’invasione prussiana nel XVIII sec. ma nel tempo divenne
completamente anglicizzato. Certamente suo padre, Arthur Reuel Tolkien, si
considerava assolutamente inglese. Alla fine del Arthur 1890 fu nominato
responsabile della filiale della Bank of Africa di Bloemfontaine, capitale
del Libero Stato dell’Orange. Là fu raggiunto dalla promessa sposa,
Mabel Suffield, la cui famiglia era delle West Midlans da tempo
immemorabile. Il 16 Aprile 1891 si sposarono.
Così John Ronald Reuel (Ronald per la famiglia e gli amici) nacque a
Bloemfontein Sud Africa, il 3 Gennaio del 1892. A quatto anni, per motivi
di salute, fu costretto a tornare in Inghilterra con la madre e il
fratellino Hilary. Della sua vita in Africa gli rimasero ricordi radi ma
vividi, che segnarono la sua successiva produzione letteraria. Pochi mesi
dopo il loro trasferimento in Inghilterra, il padre di J.R.R. morì.
L’infanzia di Tolkien trascorse nelle West Midlans, tra la caotica
conurbazione industriale di Birmingham e il Worcestershire, la
quintessenza dello stereotipo rurale inglese.
In questi anni frequenta la King Edward’s School.
Successivamente la famiglia si spostò a King’s Heath, in una casa che
dava sulla ferrovia. Le destinazioni esotiche scritte sulle carrozze merci
di alcuni dei treni che vedeva passare scatenarono l’immaginazione
linguistica del giovane Ronald.
In seguito la famiglia si trasferì nel più confortevole sobborgo di
Birmingham, Edgbaston. Nel frattempo successe qualcosa di profondamente
significativo, che estraniò Mabel e i suoi figli da tutti e due i rami
della famiglia: nel 1900, con la sorella May, venne accolta nella Chiesa
cattolica. Ronald e Hilary rimasero fedeli alla religione cattolica per
tutta la vita.
Il sacerdote che visitava regolarmente la famiglia, curando anche
l’istruzione dei figli, era l’ispano-gallese padre Francis Morgan.
La famiglia di Tolkien viveva sull’orlo dell’indigenza perché, in
seguito alla scelta del cattolicesimo, le famiglie Suffield e Tolkien
avevano cessato ogni aiuto economico. La situazione peggiorò nel 1904,
quando a Mabel Tolkien fu diagnosticato il diabete, malattia a quel tempo
incurabile. Morì il 15 ottobre lasciando i suoi figli orfani. Padre
Francis, delegato tutore da Mabel, si prese cura dei due sia dal punto di
vista materiale sia da quello spirituale.
-
- Ronald cominciò a
mostrare una capacità linguistica notevole: eccelleva in Latino e Greco e
divenne più che competente in diverse altre lingue, sia moderne che
antiche, tra cui il Gotico e l’antico finnico. Lavorò assiduamente
anche alla costruzione di un linguaggio inventato da lui. Alla King
Edward’s si fece molti amici: in particolare Christopher Wiseman, R. Q.
Gilson e G. B. Smith; negli ultimi anni a scuola si incontravano
regolarmente prima nella biblioteca fondando il Tea Club, poi nella sala
da the dei Magazzini Barrow, dando vita alla Barrovian Society (il
T.C.B.S.) e continuarono una fitta corrispondenza, di scambi e critiche
sui loro lavori letterari fino al 1916.
Nella vita di Ronald stava per succedere qualcosa di inatteso: nella casa
dove alloggiava viveva una ragazza di nome Edith Bratt. Ronald aveva 16
anni e lei 19, erano entrambi orfani, naturalmente cominciò
un’amicizia, che si approfondì fino a trasformarsi in un giovanile ma
sincero amore. Padre Francis se ne rese conto, ed impedì a Ronald di
vedere o di scrivere a Edith per tre anni, finché non avesse compiuto i
21 anni. Ronald obbedì a questa ingiunzione per rispetto all’uomo che
era stato come un padre per lui. Andò quindi all’Exeter College a
Oxford nel 1911, dove rimase, immergendosi nello studio dei classici,
dell’antico inglese e delle lingue germaniche (specialmente il Gotico),
del Gallese e del Norvegese, fino al 1913, quando riprese la relazione con
Edith, non senza difficoltà dovute ai tre anni di lontananza.
Agli esami ottenne con disappunto una Second Class (un voto ottimo ma non
di eccellenza) in Honour Moderations (la strada per la laurea in Lettere a
Oxford), ma con una menzione di eccellenza in Filologia. A causa di questo
risultato cambiò il suo piano di studi dai classici al più congeniale
“Lingua e letteratura Inglese”. Uno dei poemi che scoprì nel corso
dei suoi studi sull’antico inglese fu il Cristo di Cynewulf: due righe
lo colpirono in particolar modo: Eálá
Earendel engla beorhtast Ofer middangeard monnum sended Ave
Earendel il più splendente degli angeli, mandato agli uomini sulla terra
di mezzo
(“Middangeard” era l’antica espressione per il mondo di tutti i
giorni tra il paradiso e l’inferno.) «
Provai un curioso fremito», scrisse molto tempo dopo, «come se qualcosa
in me si fosse mosso, risvegliato per metà dal sonno. Avrei trovato
qualcosa di molto remoto, strano e bello oltre quelle parole se fossi
stato capace di coglierlo molto più del semplice inglese antico». Questo lo ispirò fin dall’inizio e
fece nascere in lui il desiderio di realizzare un mondo di antica
bellezza.
Nell’estate del 1913 trovò lavoro come tutore e accompagnò due ragazzi
messicani a Dinard in Francia; un lavoro che finì in tragedia non per
errore di Ronald. L’intera vicenda non fece che accrescere la sua
avversione per la Francia e i francesi.
Intanto la relazione con Edith si faceva sempre più stretta. Lei si
convertì al cattolicesimo e, costretta ad abbandonare la casa dove
abitava a Cheltenhamm per divergenze religiose, andò ad abitare Waerwick,
che con i suoi castelli spettacolari circondata da una splendida campagna
fece una grande impressione a Ronald. Ma nell’agosto del 1914 scoppiò
la Prima Guerra Mondiale.
-
- Diversamente da molti dei
suoi contemporanei, Tolkien non corse immediatamente ad arruolarsi allo
scoppio della guerra, ma ritornò ad Oxford, dove lavorò duro e
finalmente ottenne la First Class nel giugno del 1915. In questo periodo
stava anche lavorando a vari tentativi poetici, e sui suoi linguaggi
inventati, specialmente su uno che cominciò a chiamare Qenya, che era
pesantemente influenzato dal finnico. Ronald sentiva ancora la difficoltà
di tenere le briglie della sua vivida ma disparata immaginazione. Infine
Tolkien si arruolò come sottotenente nei Fucilieri di Lancashire mentre
lavorava all’idea di Earendel il marinaio, che diventava una stella, e
ai suoi viaggi. Per diversi mesi Tolkien fu tenuto noiosamente in sospeso
in Inghilterra, soprattutto nello Staffordshire. Infine quando fu certo
che avrebbe dovuto presto imbarcarsi per la Francia, lui ed Edith si
sposarono a Warwick il 22 marzo 1916.
Fu mandato operativo sul fronte occidentale, giusto in tempo per
l’offensiva della Somme. Dopo quattro mesi dentro e fuori dalle trincee,
cadde sotto i colpi della “febbre di trincea”, una forma di infezione
simile al tifo comune in cattive condizioni sanitarie, e all’inizio di
novembre fu mandato indietro in Inghilterra, dove trascorse il mese
successivo in ospedale a Birmingham. A Natale si era ripreso a sufficienza
per andare a stare con Edith a Great Haywood nello Staffodshire.
Rob Gilson e G.B. Smith, i suoi amici più cari del T.C.B.S., vennero
uccisi in azione.
G.B. Smith poco prima di morire aveva scritto a Tolkien: «La mia
principale consolazione è che se finirò nei guai questa notte- sarò
fuori tra pochi minuti-, ci sarà sempre un membro del grande T.C.B.S. che
racconterà che cosa sognavo e su cosa eravamo tutti d’accordo (...)
Possa Dio proteggerti e benedirti mio caro John Ronald e possa tu
raccontare le cose che ho cercato di dire, anche dopo che io non sarò
più qui per raccontarle, se questo sarà il mio destino. Tuo per sempre
G.B.S.”. Queste parole erano un chiaro invito per Ronald a mettere mano
a quella grande impresa che stava da tempo meditando dentro di sé: si
apprestava a creare un’intera mitologia per l’Inghilterra. Questo
corso più sistematico della sua immaginazione confluì nel libro “Book
of Lost Tales” (non pubblicato durante la sua vita), in cui la maggior
parte delle più importanti storie del “Silmarillion” appaiono nella
loro prima forma: storie di elfi e di gnomi, con i loro linguaggi Qenya e
Goldogrin. Qui si trova la prima versione delle guerre contro Morgoth,
l’ascesa e la caduta di Gondolin e di Nargothrond, e le storie di Tùrin,
di Beren e Lùthein.
Tra il 1917 e il 1918 la sua malattia ebbe frequenti ricadute, ma un
periodo di salute gli diede la possibilità di effettuare alcuni servizi
nelle varie caserme sufficientemente bene da essere promosso tenente.
Durante la sua permanenza a Hull, nei giorni di permesso, lui ed Edith
facevano lunghe passeggiate in campagna. In seguito Ronald ricorderà quei
momenti con lei: «I suoi capelli erano corvini, la pelle chiara, gli
occhi luminosi, e cantava e danzava.» A quei magici istanti si ispira la
-storia poi inserita nel “Silmarillion”- di Beren, un uomo mortale il
quale si innamora della donna elfo Lùthien Timùviell dopo averla vista
danzare in un bosco.
Il loro primo figlio, John Francis Reuel (più tardi padre John Tolkien)
nacque il 16 Novembre 1917.
Quando fu firmato l’armistizio l’11 novembre 1918, Tolkien viene messo
fuori dai ranghi per ottenere un impiego accademico, e quando ci fu la
smobilitazione venne assunto come assistente lessicografico per il New
English Dictionary, allora in preparazione. Mentre svolgeva il difficile
lavoro filologico richiestogli, diede anche la prima lettura pubblica dei
suoi “Racconti Perduti”: lesse “The fall of Gondolin” all’Exeter
College Essay Club, dove fu accolto bene da un uditorio che includeva
Neville Coghill e Hugo Dyson, due futuri “Inklings”. Comunque Tolkien
non continuò a fare questo lavoro a lungo.
-
- Nell’estate del 1920
fece richiesta per diventare professore associato di Lingua Inglese
all’Università di Leeds, e con sua sorpresa fu assunto.
A Leeds mentre insegnava collaborò con E. V. Gordon alla famosa edizione
di “Sir Gawain and the Green Knight”, e continuò a scrivere e
rifinire il libro dei “Racconti Perduti” e il suo Elvish, un
linguaggio inventato. Inoltre lui e Gordon fondarono un “Viking Club”
tra gli studenti, nel cui segno si riunivano a bere grandi quantità di
birra, a leggere saghe norvegesi e a cantare canzonette da loro inventate.
Fu per questo club che lui e Gordon scrissero i versi raccolti anni dopo
col titolo di “Songs for the Philologists”, un misto di canti
tradizionali e versi originali tradotti in antico inglese, antico
norvegese e gotico per accompagare motivi tradizionali inglesi.
Ledds vide anche la nascita di altri due figli: Michael Hilary Reuel
nell’ottobre del 1920, e Cristopher Reuel nel 1924. Quando a Oxford nel
1925 la cattedra di Rawlison e Bosworth di anglosassone rimase vacante,
Tolkien riuscì ad ottenere il posto.
In un certo senso, tornare a Oxford come professore fu per Tolkien come
tornare a casa. Di temperamento affabile, si trovava estremamente bene nel
mondo a maggioranza maschile dell’insegnamento e della ricerca con il
costante scambio di idee e pubblicazioni occasionali. La lista delle sue
pubblicazioni accademiche fu molto breve.
Comunque, le sue rade pubblicazioni scolastiche erano spesso estremamente
influenzanti, soprattutto la sua lettura “Beowulf, the Monsters and the
Critichs”. I suoi commenti apparentemente non curanti hanno qualche
volta aiutato a cambiare la comprensione di un particolare campo, come ad
esempio il suo saggio su “Inglese e Gallese”, con la sua spiegazione
del termine “Gallese” e i suoi riferimenti alla fonetica (questi pezzi
sono riuniti in “The Monster and the Critics and Other Essays”, che
viene ancora ristampato). La sua vita accademica fu per altro priva di
nota. Nel 1945 cambiò la sua cattedra con quella di Lingua e Letteratura
Inglese al Merton College, che mantenne fino al suo ritiro nel 1959.
Disinteressato alla carriera - era sopratutto un docente - giocò un
importante ma non fondamentale ruolo nella vita politica e amministrativa
dell’Università.
La sua vita familiare procedeva ugualmente senza problemi. Edith diede
alla luce la loro ultima figlia (unica femmina), Priscilla, nel 1929.
Tolkien prese l’abitudine di scrivere ai suoi figli delle lettere
annuali fingendosi Babbo Natale, e una selezione di questi fu pubblicata
nel nel 1976 col titolo “The Father Christmas Letters”. Raccontò loro
anche molte storie della buonanotte, la maggior parte delle quali è stata
dimenticata. Diventati adulti i figli presero strade diverse: John entrò
in seminario, Michael e Christopher si arruolarono entrambi nella Royal
Air Force. Successivamente Michael divenne insegnante e Christopher
lettore universitario, e Priscilla divenne assistente sociale. Vissero
quasi tutta la vita nei sobborghi di Headington a nord di Oxford.
Anche la vita sociale di Tolkien fu praticamente irrilevante. Divenne
presto uno dei membri fondatori di un gruppo di amici di Oxford, (non
tutti universitari), con interessi simili, conosciuti come “The Inklings”.
L’origine del nome era puramente faceta, aveva a che fare con la
scrittura, e suonava quasi Anglosassone. Altri importanti membri erano i
su menzionati Messrs Coghill e Dyson, così come Owen Barfield, Charles
Williams, e soprattutto C.S. Lewis, che si riavvicinò al cristianesimo in
parte per responsabilità di Tolkien. Gli Inklings si incontravano
regolarmente per discutere, bere, e spesso per dare lettura delle cose a
cui stavano lavorando.
-
- Nel frattempo Tolkien
continuò a sviluppare la sua mitologia e i suoi linguaggi. Fu quindi
durante gli anni ‘20 e ‘30 che l’immaginazione di Tolkien si mise a
correre lungo due binari paralleli. Da un lato c’erano le storie scritte
per divertire i suoi bambini. Dall’altro c’erano i temi più vasti
sempre associabili alle leggende. Qualcosa mancava; qualcosa che doveva
legare strettamente insieme i due binari della sua fantasia e introdurre
una storia che fosse contemporaneamente eroica e mitica, e allo stesso
tempo toccasse l’immaginazione popolare. Ma all’improvviso il tassello
mancante arrivò a completare il quadro. Fu in un giorno d’estate: stava
seduto davanti alla finestra dello studio di Northmoor Road correggendo
faticosamente gli elaborati dello School Certificate. Anni più tardi
ricorderà: «uno dei candidati aveva lasciato una delle pagine del
compito bianche, la cosa migliore che possa capitare a un esaminatore. Io
ci scrissi sopra: “In una caverna sotto terra viveva un Hobbit”. I
nomi spesso facevano scaturire dalla mia mente una storia. Alla fine
pensai che fosse meglio scoprire a che cosa somigliassero gli Hobbit. E
questo non fu che l’inizio». Secondo il costume tipicamente tolkeniano,
decise che bisognava scoprire cosa fosse un Hobbit, non appunto
inventarlo, ma scoprirlo, come se si trattasse di studiare antichi
documenti. Da questa ricerca venne fuori una storia che lui raccontò ai
suoi figli più giovani, ma che non terminò. Nel 1936 un dattiloscritto
incompleto finì nelle mani di Susan Dagnall, un’impiegata della casa
editrice Allen and Unwin (fusasi nel 1990 con la HarperCollins).
Lei chiese a Tolkien di finirlo, e presentò la storia completa a Stanley
Unwin, il direttore della casa editrice. Egli lo fece leggere per prova a
suo figlio di dieci anni, ritenendo che il miglior giudice di un libro per
bambini fosse proprio un bambino. Rayner scrisse una breve recensione
positiva; il ragazzo guadagnò uno scellino e il libro venne pubblicato
come “The Hobbit” nel 1937. Ottenne immediatamente un buon successo,
ed è entrato per sempre nelle liste di libri per bambini. Ebbe un così
grande successo che Stanley Unwin chiese a Tolkien se avesse altro
materiale simile pronto per la pubblicazione.
-
- In questo periodo Tolkien
cominciò a rendere più organico il suo Legendarium in cui credeva, e
come noterà più tardi, tracce di questo lavoro si sono fatte strada
nello Hobbit. Cominciò a chiamare adesso l’intero resoconto “Qenta
Silmarillion”, o più brevemente “Silmarillion”. Presentò alcune
delle sue storie “complete” ad Unwin, che le mandò ai suoi recensori.
Le reazioni furono contrastanti: non venivano apprezzate le parti di
poesia mentre affascinavano quelle in prosa (il materiale era la storia di
Beren e Luthien) ma la decisione finale fu che non se ne poteva fare una
pubblicazione commerciale. Unwin riferì questo con tatto a Tolkien , ma
gli chiese nuovamente se volesse scrivere la continuazione dello Hobbit.
Tolkien accolse con disappunto la notizia dell’apparente fallimento del
“Silmarillion”, ma raccolse la sfida di scrivere il “nuovo Hobbit”.
Questo presto si sviluppò in qualcosa di più che una storia per bambini.
Basti dire che Rayner Unwin diventato adulto fu profondamente coinvolto
nelle ultime fasi di lavorazione di quest’opera, occupandosi
magnificamente di un autore ritardatario e umorale che in un primo
momento, offrì l’intero lavoro a un concorrente (che si ritirò appena
si rese evidente la mole e la natura dell’opera). Fu grazie
all’intercessione di Rayner Unwin, a cui siamo grati, che il libro fu
pubblicato interamente. La casa editrice di suo padre che rischiava la
probabile perdita di 1000 sterline lo pubblicò, sotto il titolo “The
Lord Of the Rings” in tre parti tra il 1954 e il 1955, dando i diritti
per gli Stati Uniti a Hougton Mifflin. Si avvicinava il giorno di uscita
del primo volume erano tracorsi sedici anni dal giorno in cui Tolkien
aveva cominciato a scriverlo. «Temo il momento della pubblicazione»,
confessò all’amico Padre Robert Murray, «perché mi sarà impossibile
non dare peso a quello che dicono. Ho rivelato il mio cuore perché lo
prendessero a fucilate».
Divenne presto evidente che sia l’autore che l’editore avevano
sottostimato notevolmente il fascino che questo lavoro ebbe sul pubblico.
“The Lord of the Rings” divenne presto famoso. Ricevette critiche
contrastanti di lettori estasiati (W.H. Auden, C.S. Lewis) e di giudici
feroci (E. Wilson, E. Muir, P. Toynbee). La BBC ne fece un adattamento
radiofonico drasticamente condensato in 12 episodi. Nel 1956 la radio era
ancora il mezzo di comunicazione predominante in Gran Bretagna. Così
lontano dal perdere denaro le vendite superarono di così tanto le
aspettative da far pentire Tolkien di non essere andato subito in
pensione.
Il bello venne dopo quando “The Lord Of The Rings” venne stampato in
un’edizione economica pirata nel 1965. In primo luogo ciò pose il libro
nella categoria degli acquisti economici e quindi di più facile accesso,
in secondo luogo, la pubblicità generata dalla disputa sui diritti
d’autore fece conoscere a milioni di lettori americani l’esistenza di
qualcosa che esulava dalle loro solite letture, ma che sembrava parlare
della loro condizione. Nel 1968 “The Lord Of The Rings” divenne la
bibbia della “società alternativa”.
Questi sviluppi produssero sentimenti contrastanti nell’autore. Da un
lato, ne fu estremamente lusingato, divenendo discretamente ricco.
Dall’altro, poté solo deplorare l’idea che fosse un “gran trip”
leggere “The Lord of The Rings” e ingerire insieme LSD. Arthur
C.Clarke e Stanley Kubrik ebbero un problema simile con “2001 Odissea
nello Spazio”. I fans stavano causando sempre più problemi; sia quelli
che che si recavano alla sua casa sia quelli che telefonavano dalla
California alle 3 del mattino, per chiedere se Frodo avrebbe avuto
successo o meno nella sua missione ed altre facezie simili. Per questa
ragione cambiò indirizzo, il suo numero di telefono fu tolto
dall’elenco, e si spostò con Edith a Bournemouth, un centro turistico
carino ma privo d’ispirazione, noto per il gran numero di residenti
benestanti di una certa età.
Nel frattempo il culto, non solo di Tolkien, ma della letteratura fantasy
ritornò in voga.
-
- Nel 1959 Tolkien andò in
pensione. Dopo il suo ritiro nel 1969 Ronald e Edith si spostarono a
Bournemouth. Il 22 Novembre 1971 Edith morì, e Ronald ritornò presto ad
Oxford, nelle stanze offertegli dal Merton College. Morì il 2 settembre
del 1973. Lui ed Edith sono sepolti insieme nella stessa tomba nell’area
cattolica del cimitero di Wolvercote nei sobborghi a nord di Oxford (La
tomba è ben segnalata all’ingresso). Sulla lapide si legge: Edith
Mary Tolkien, Lùthien, 1889-1971 John Ronald Reuel Tolkien, Beren,
1892-1973. Poche settimane dopo la morte, in una cerimonia commemorativa
tenuta in California da alcuni ammiratori americani, fu letto il breve
racconto “Leaf by Niggle”. Forse anche lui non l’avrebbe considerato
inappropriato:
«Davanti a lui stava L’Albero, il suo Albero, bell’e finito. Se lo si
poteva dire un Albero, quello era vivo, con le foglie che si aprivano, i
rami che crescevano e si piegavano nel vento che Niggle aveva così spesso
sentito e immaginato, e che tanto spesso non era riuscito a rendere.
Guardò l’Albero, e lentamente alzò le braccia e le allargò. “E’
un dono!”, esclamò».
-
-
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- "Tripoli
orientale", città e porto, Libano nord-occidentale. Si trova sulla
costa del Mediterraneo a 65 Km a nord-nordest di Beirut.
-
- "Tripoli
occidentale, città capitale della Libia. Situata in Libia
nord-occidentale lungo la costa del Mediterraneo, è la più
grande città della nazione e il principale porto marittimo.
-
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Tuatha
De Danann:
(Fairytale)
- E'
la stirpe di dèi, i "Figli della Dea
Dana", che giunsero in Irlanda dopo i Fomori e
prima dei Milesi. Sono perciò i penultimi invasori
dell'isola. Essi sono Lug, "Abile in molte
tecniche", che riveste tutte le funzioni; Dagda,
il dio-druida, signore della scienza e degli
elementi; Ogme, dio della guerra, della magia, della
scrittura e dell'eloquenza, è il "dio che
lega". Nuada, incarnazione della legalità,
Goibniu, dio fabbro; Credne, dio dell'arte del
bronzo, Luchta, carpentiere, Diancecht, dio della
medicina, con i suoi tre figli, Airmed, Miach e
Oirmiach; Oengus Mac Oc, il "Giovane
Figlio", figlio del Dagda. Esiste una sola
divinità femminile nel pantheon celtico, che è
madre, moglie, sorella e sposa di tutti gli dèi. A
seconda delle sue funzioni e dei suoi rapporti con
gli dèi ella assume di volta in volta vari aspetti
e nomi; è Brigit, figlia del Dagda, dea della
poesia, della medicina e dell'arte dei fabbri; Etain,
personificazione dell'Irlanda e madre degli dèi;
Boand, sposa di Elcmar e amante del Dagda, a cui
partorisce Oengus. Ma anche tutte le altre divinità
femminili sono riconducibili a un'antica figura,
della quale costituiscono le diverse manifestazioni.
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