Enya "A Day Without Rain"

Roberto Gatti - 2000

 

Anni fa, in Italia, c'era chi cercava disperatamente "Un altro Egitto".
Ora, in Irlanda, nella lontanissima contea del Donegal, c'è chi cerca con il medesimo accanimento un altro "Orinoco flow".

Per tentare di ripetere, in prima battuta, lo strabiliante successo commerciale di quella fortunatissima canzone; e, in seconda, per continuare a sognare a occhi aperti quei paesaggi celestiali, soavemente esotici, saturi di armonia e di "good vibrations". Enya è fatta così da sempre, fin da quando era semplicemente la "front woman" (insieme alla sorella Máire Brennan) dei raffinatissimi Clannad. E' una "chanteuse" che compone per immagini, per colori, per profumi, per visualizzazioni successive. E siccome le piace la natura incontaminata e magica - sia essa aspra come quella della sua contea natale, oppure dolce e accogliente come quella della giungla brasiliana - i suoni, le voci e le armonie che mette su disco sembrano sempre gli stessi. E forse anche lo sono, proprio come quei sogni di primo mattino che si rincorrono giorno dopo giorno, ad ogni levar del sole. Ma che importa tutto questo, quando le emozioni mosse da questi sofficissimi "soundscape" sono sempre suadenti come una carezza amorosa? Proprio niente, ve lo assicuriamo.

 

 

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