ENYA
Sua la voce nella colonna sonora del film

La Signora degli anelli

Peppo Delconte - 02/2002

 

Irlandese, Enya è la voce per eccellenza del mondo celtico. Una voce limpida, luminescente, capace di restituire sul piano sonoro quell’ineffabile ma­gia di tempi troppo lontani per ap­partenere alla storia. Niente di più adatto all’interpretazione degli unici due brani cantati di una colonna sonora destinata a en­trare nella storia del cinema: «The Lord of the rings», per noi italiani «Il Signore degli anelli». Prima di diventare una saga cinematografica. il capolavoro di Tolkien aveva già ispirato molti musicisti, specialmente nell’am­bito rock. Ora la necessità di da­re un commento sonoro al film diretto da Peter Jackson, che sta trionfando ovunque (in Italia è proiettato contemporaneamente in 700 sale!), ha coinvolto l’arte canora di Enya e il talento compositivo di Howard Shore. Il regista neozelandese era perfetta­mente al corrente del fatto che esistevano già molti temi anche famosi (come quelli dei Led Zeppelin) ispirati agli scritti di Tolkien. Ma non era affatto favorevole a usarli nella colonna sonora: «Volevo realizzare un insieme organico e per questo ci voleva della musica nuova». Il compito è stato affidato a Shore, una grande firma hollywoodiana, già responsabile di storiche colonne come quelle di «Philadelphia» e «Il silenzio degli innocenti». Ne sono usciti 16 brani strumentali di poderosa concezione sinfonica, affidati alla London Philarmonic e alla New Zealand Symphony Orchestra, con uno straordina­rio coro che commenta le scene più intense. Quanto alla vocalist irlandese, nessuna come lei è da sempre immersa in quella cultu­radi leggende nordiche che è al­la base dei libri di Tolkien, nessu­na come lei è diventata una stel­la della musica new age, pur re­stando fedele alla purezza della tradizione e persino all’antica lin­gua gaelica. A Enya sono state affidate due canzoni splendide, cariche di immagini arcane e di raffinate suggestioni «The Council of Elrond» s’inserisce nel pieno della storia, mentre la sognante «May it be» scorre sui titoli di coda.
L’album è proposto anche in una versione speciale con un opuscolo di 24 pagine.

 

 

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