ESCE «AND WINTER COME...»

Per l’inverno di Enya ancora new age

F.V. - 10 ottobre 2008

 

DALL’INVIATO Londra. «And winter come...». L’inverno del nostro scontento e della crisi economica mondiale sul nuovo disco di ENYA è soltanto una stagione, quella della neve bianca come la copertina dell’album, poco importa se artificiale come quella sparata all’ingresso dell’antica dimora londinese che ospita il party di lancio del cd. La signora del pop new age, 70 milioni di dischi venduti con 7 album, torna sulle scene col suo sound soffice, tranquillizzante, da cartolina celtica, per metà natalizio: «All’inizio doveva essere un lavoro tutto dedicato alle festività, una raccolta di brani tradizionali, poi in studio abbiamo trovato l’ispirazione per nuove composizioni dedicate all’inverno, la mia stagione preferita, e così abbiamo cambiato rotta», racconta. La quarantasettenne Eithne Patricia Ni Bhraonian (così all’anagrafe) parla al plurale perché al suo fianco ha, sin dagli esordi, il produttore/arrangiatore Nicky Rian e sua moglie, la paroliera Roma Ryan. I due la scoprirono ragazza appena uscita dal college, la portarono nei Clannad poi con lei inventarono «il coro di uno», ovvero la sovraincisione e l’uso multiplo dell’ugola di Enya, alla base del successo di album come «Watermark» ed i suoi successori. I tre hanno vissuto a lungo insieme, ora la cantante abita in un castello nel suo Donegal, ma sono ancora inseparabili, in studio come in conferenza stampa, con Nicky che detta la linea, forte del suo carattere e della sua esperienza di manager. «Journey of the angels», «White is the winter night», il singolo «Trains and winter rains» e i traditional natalizi «O come, o come, Emmanuel» e «Silent night» (in versione gaelica) confermano, anzi fotocopiano, lo stile Enya: «Quando entriamo in studio siamo liberi, ma anche consapevoli di quello che il nostro successo comporta», confessa mister Ryan. L’unico pezzo che mischia un po’ le carte è «My! My! Time flies», dove spunta persino un assolo di chitarra elettrica: «È dedicata a Jimmy Folkner, un nostro amico chitarrista, uno dei tanti piccoli grandi eroi irlandesi, scomparso troppo presto. Nel pezzo Roma ha catturato una nostra discussione su di lui, capace di tenere insieme la musica classica e i Beatles, B.B. King e Elvis Presley. In qualche modo tutto questo ci ha spinti verso un sound per noi atipico», ammette Enya. Difficile dire se «And winter come...», nei negozi dal 7 novembre, ripeterà il successo dei suoi predecessori: «Noi facciamo musica, i discografici la vendono, è il loro mestiere», riflette Nicky, «ma la crisi non ci farà cambiare modo di lavorare. Per una serie di motivi, in vent’anni di carriera ENYA non è mai andata in tour, ora sarebbe facile decidere di andare in tour per fare i soldi, ma non è così che procederemo». «Stiamo pensando a un evento in America, da testimoniare anche su dvd», ammette lei, «ma senza cambiare il nostro modo di lavorare, ci piace avere il controllo sulla nostra musica dall’inizio alla fine. È per questo che ho detto di no a decine di duetti, a decine di colonne sonore. Quando Peter Jackson ci ha chiesto di lavorare per ”Il signore degli anelli” l’abbiamo fatto volentieri, perché il film lo meritava, ma soprattutto perché in quel momento non avevamo album su cui lavorare, eravamo liberi di impegnarci a fondo».

 

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